La mia gatta è incinta? Gravidanza del gatto: durata, fasi e sintomi comuni.

In questo articolo parleremo della gravidanza di una gatta in modo che, quando sarete di fronte alla vostra gatta, saprete con certezza se quest’ultima sia incinta e quanto manchi effettivamente al parto.

Prima di parlare della durata e dei sintomi della gravidanza di un gatto è necessario sapere con sicurezza che la gatta sia effettivamente incinta. Per questo, la cosa migliore è una visita dal veterinario, che dopo i primi 20 giorni potrà rilevare se la gatta è incinta attraverso un’ecografia.

D’altro canto ci sino sintomi comuni e inequivocabili della gestazione. Questi sono:

  • Ventre gonfio.
  • Preparazione della tana.

Gravidanza del gatto: durata, fasi e sintomi comuni.

Le gatte possono trascorrere buona parte dell’anno in calore (più o meno dalla primavera all’autunno), per questo, i gatti hanno una elevata fertilità. Una gatta che abbia più di sei mesi potrebbe già essere capace di restare gravida. In questo caso, dovrete garantirle assistenza veterinaria per tutta la gestazione per controllare che tutto proceda bene.

La gravidanza di una gatta dura circa due mesi. Dal primo mese, dovrete iniziare ad alimentare la madre con un mangime specifico per gatte incinte, in modo da assolvere alle sue nuove necessita nutrizionali. In alterativa si può seguire una dieta casalinga, sempre e solo con la supervisione del veterinario.

Verso la fine della gestazione, appoggiando le mani sui lati dell’addome dell’animale, potrete sentire i gattini che si muovono nel grembo. In questa fase Le mammelle della gatta aumenteranno di volume in previsione dell’allattamento. Inoltre, il gatto cercherà un luogo tranquillo dove partorire, il suo appetito calerà e ci sarà la comparsa di secrezioni vaginali (queste indicheranno l’imminenza parto).

Sintomi di parto imminente nelle gatte.

Verso il momento del parto, la gatta si recherà dove ha preparato la tana e mostrerà alcuni segnali specifici:

  • Inquietudine.
  • Respirazione accelerata.
  • Leccarsi costantemente la vulva.
  • Secrezione vaginale marrone o con sangue.
  • Contrazioni.

Se si osservano questi comportamenti, in teoria, non è necessario alcun intervento esterno. Tuttavia, è consigliabile rimanere vicino e osservare che tutto si svolga come dovrebbe.

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